Il futuro dell’assistenza sanitaria: prevenzione e sanità globale di precisione

Rispetto a qualche decennio fa, adesso prestiamo molta più attenzione alla nostra salute, grazie ai continui nuovi consigli che riceviamo per migliorare il nostro stile di vita. Questo cambiamento si riflette in un impatto positivo sulla nostra esistenza. Tutti sappiamo che il fumo fa male (leggi qui) o che un’attività fisica regolare è benefica per la nostra salute. Allo stesso tempo, abbiamo imparato che una dieta è più indicata rispetto ad altre per prevenire alcune patologie (l’ho spiegato qui). Le informazioni disponibili oggigiorno sono moltissime e continuano ad aumentare. La nostra salute ne trae benefici, e questo è dimostrato, ad esempio, dall’allungamento della vita media. In che modo questi cambiamenti influiscono sui sistemi sanitari dei vari Paesi? Come cambiano le politiche sanitarie per stare al passo coi tempi?

Se è vero che il miglioramento delle conoscenze in ambito sanitario risolve diversi problemi (ad esempio previene malattie evitabili ed acciacchi fisici), altri se ne creano. Il generale invecchiamento della popolazione non è indolore. Ad esempio, il tasso di diagnosi dei tumori è aumentato significativamente negli ultimi decenni. Ciò è in parte dovuto al miglioramento delle tecniche di diagnosi (leggi qui per un esempio interessante), ma anche all’estensione della vita media delle persone (generalmente, il cancro colpisce in età più avanzata). Questo funge da incipit per rispondere alle domande sui sistemi sanitari. Ovviamente, le sanità nazionali devono adattarsi a questa tendenza, ad esempio aumentando i finanziamenti per la ricerca sul cancro e facendo in modo che gli ospedali si adattino ad affrontare la crescente richiesta di trattamenti contro il cancro.

Come devono comportarsi i sistemi sanitari per stare al passo coi tempi?

Qualcuno potrebbe pensare che l’assistenza sanitaria debba concentrarsi esclusivamente sui nuovi problemi in prospettiva, ma non funziona esattamente così. Infatti, i vari Paesi devono continuare a tenere sotto controllo ogni caso di qualsiasi malattia potenzialmente epidemica che si verifica nel mondo, per prevenire possibili nefaste conseguenze. Potete intenderla così: “oggi non c’è la guerra, ma non si può sapere cosa succederà domani”. Con la salute funziona in modo simile. Diverse malattie sono considerate sconfitte e non si registrano più casi di contagio da anni, ma se improvvisamente una di queste malattie si ripresentasse domani con uno o due casi isolati, sarebbe essenziale prevenirne la diffusione. Vi ricordate del virus Zika? Il 2016 ha visto l’ascesa e la caduta dell’epidemia di Zika, che ha avuto origine in America, per poi toccare quasi tutto il mondo, fino a quando il 18 novembre 2016, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stabilito che il virus non costituiva più un’emergenza sanitaria pubblica di preoccupazione internazionale (una condizione ben definita, abbreviata con l’acronimo PHEIC).

Come devono agire i sistemi sanitari a livello di prevenzione?

Secondo un ragionamento puramente economico (che è quello su cui effettivamente si basa la prevenzione sanitaria), la prevenzione dovrebbe iniziare alla nascita e continuare per tutta la vita di ogni persona, perché prevenire è più economico di curare una malattia. Inoltre, la spesa pubblica per gli investimenti nella prevenzione durante i primi anni di vita del bambino (ad esempio per i vaccini) aiuta a mitigare gli effetti deleteri della povertà e dell’ineguaglianza sociale. Da un punto di vista economico, prevenire le malattie durante l’infanzia ripaga in benefici per tutta la vita in termini di partecipazione al mercato del lavoro, guadagni e crescita economica, con un ritorno finanziario fino al 25%. In sintesi, per queste ragioni i governi dovrebbero investire maggiormente nella salute dei bambini e delle donne. Allo stesso tempo, è importante compiere uno sforzo maggiore nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e del cancro, come già menzionato, che sono le due principali cause di morte prematura nei paesi industrializzati.

Uno sguardo al futuro: sanità globale di precisione

Recentemente è stata coniata l’espressione “sanità globale di precisione”, che è una traduzione letterale del concetto “precision global health”. Di cosa si tratta? In breve, è la traslazione della medicina di precisione (riguardante quindi i trattamenti ad personam per una malattia) dai singoli individui all’intera comunità. Wernli e colleghi, nel 2016, hanno descritto la sanità globale di precisione come la risposta dei sistemi sanitari alla globalizzazione, attraversando i confini e occupandosi di sanità su diversi livelli. Si basa su più discipline che combinano e analizzano i dati da diverse fonti. L’idea è di sfruttare informazioni biologiche, sociali e geografiche per pianificare interventi a comunità target in Paesi a basso reddito. Questo approccio richiede strumenti computazionali e statistici avanzati per fornire interventi pratici e a basso costo. Ad esempio, immagini satellitari, previsioni climatiche e dati epidemiologici sono combinati e analizzati per mappare la posizione dei parassiti responsabili della diffusione della malaria e delle lumache d’acqua dolce che ospitano i parassiti responsabili della schistosomiasi. Inoltre, i nuovi database di sequenze genomiche di agenti patogeni aiutano a identificare le origini delle epidemie. Questo ha migliorato significativamente la predizione di quante persone sono a rischio delle malattie sopracitate e dove vivono, consentendo una distribuzione più efficiente di farmaci antimalarici e chemioterapie preventive per la schistosomiasi.

Il prossimo passo verso la sanità globale di precisione è di superare la cartografia e di concentrarsi sugli individui, perché lo stato di salute di una persona varia a seconda dei fattori demografici, comportamentali e sociali all’interno di una comunità. Altre due caratteristiche della sanità globale di precisione sono il principio di equità e il rispetto dei diritti umani (siccome la salute è considerata un diritto umano, è importante garantire a tutti l’accesso alle cure sanitarie) e di seguire i dettami dell’eco-sostenibilità (i dispositivi e i servizi devono essere offerti rispettando il pianeta).

La sanità globale di precisione stabilisce regolarmente degli obiettivi da raggiungere. Un obiettivo ambizioso e necessario è l’abolizione della mortalità infantile nel mondo. Gli sforzi per raggiungere questo traguardo sono in corso, ma finora i risultati sono stati insufficienti ed ineguali. In alcune aree sono stati compiuti progressi combattendo direttamente le cause della mortalità infantile, ma ci sono anche zone dell’Africa sub-sahariana che non sono ancora incluse negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati da raggiungere entro il 2030, come dimostrato da Burke e colleghi nel 2016. Questo suggerisce che lavorare a livello sub-nazionale, piuttosto che fermandosi ai confini nazionali, potrebbe fornire una panoramica più accurata e utile di dove e perché i bambini stanno ancora morendo.

Il mondo è pronto ad affrontare nuove epidemie?

Vi ricordate dell’epidemia di Ebola? Nel 2014-2016 ha devastato l’Africa occidentale perché i paesi non erano pronti a combatterla. L’epidemia è stata la più grande registrata nella storia moderna, con 11.323 morti e 28.646 casi confermati, principalmente in Guinea, Liberia e Sierra Leone, ma anche in Nigeria, Mali e Senegal. Uno dei motivi principali responsabili del disastro è stata la ritardata richiesta di PHEIC da parte dell’OMS, che è il principale riferimento per l’assistenza sanitaria in Africa. Oltre a questo ritardo, al disastro ha contribuito la mancanza di attrezzature adeguate, una scarsa assistenza tecnica e centri operativi spesso assenti, che sono caratteristiche comuni dei sistemi sanitari africani. L’epidemia è stata controllata solo quando sono state introdotte le tecnologie digitali. Il vantaggio principale dell’utilizzo delle tecnologie digitali nella diagnosi e nella terapia è la velocità e la precisione con cui le attività possono essere eseguite e completate. In questo senso, il caso Ebola è diventato il punto di svolta che ha permesso di capire come l’intelligenza artificiale possa essere fondamentale nell’assistenza sanitaria. Non ci credete? Leggete qui!

Fonti

Wernli D, Tanner M, Kickbusch I, Escher G, Paccaud F, Flahault A. Moving global health forward in academic institutions. J Glob Health. 2016; 6(1):010409.

Black MM, Walker SP, Fernald LCH, et al. Early childhood development coming of age: science through the life course. Lancet 2017;389:77-90.

Burke M, Heft-Neal S, Bendavin E. Sources of variation in under-5 mortality across sub-Saharan Africa: a spatial analysis. Lancet Glob Health 2016; 4: e936–45.

Bempong NE, Ruiz De Castañeda R, Schütte S, et al. Precision Global Health – The case of Ebola: a scoping review. J Glob Health. 2019;9(1):010404.

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