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Re Enrico VIII: da Dr. Jekyll a Mr. Hyde per una caduta da cavallo

Enrico VIII d’Inghilterra

Enrico VIII è da molti considerato uno dei peggiori tiranni che la monarchia inglese abbia mai avuto. Ha ordinato l’esecuzione di due delle sue mogli e ha fatto impiccare e squartare molti cattolici dopo che la Chiesa non gli permise di divorziare dalla sua prima moglie. Ma il sovrano è sempre stato così terribile? Sembra di no. Al contrario, dalle testimonianze risulta che in giovane età mantenesse un comportamento cordiale e generoso.

Nonostante alcuni malanni (che in quel periodo erano piuttosto frequenti), tra i quali un episodio di vaiolo nel 1514 e due di malaria nel 1521 e nel 1528, il suo carisma non è mai stato intaccato ed è sempre stato descritto in maniera impeccabile dagli ambasciatori e dalle personalità che incontrava. L’ambasciatore veneziano lo definì “prudente e saggio e libero da ogni vizio”, mentre Erasmo da Rotterdam nel 1529 disse di lui: “un uomo cordiale e gentile nel dibattito; si comporta più come un compagno che come un re”.

Per anni gli storici hanno cercato di capire cosa sia successo al sovrano per trasformarsi da giovane generoso e intelligente a tiranno crudele e meschino in età avanzata. Lo storico Frederick Chamberlain, nel suo libro “Il carattere privato di Enrico Ottavo” avanzò per primo l’ipotesi che il cambiamento fosse dovuto ad alcune ferite alla testa subite nel 1524 e/o nel 1536. Le conoscenze sulle lesioni cerebrali traumatiche e le loro conseguenze sono progredite dal 1931, quando il libro fu pubblicato per la prima volta, e supportano l’ipotesi di Chamberlain: una lesione cerebrale traumatica potrebbe infatti aver causato un danno neurologico al quale sono conseguiti sia un cambiamento nella personalità del sovrano, sia la disfunzione ipofisaria e le endocrinopatie di cui soffriva.

Traumi cerebrali

I traumi cranici traumi possono causare due tipi di lesioni al cervello: lesioni primarie dovute al danno meccanico (tagli, colpi, compressioni) e lesioni secondarie dovute a ipossia, infiammazione ed emorragia. I traumi cerebrali interessano soprattutto la sostanza bianca del cervello, provocando, a seconda dell’area colpita, amnesie, apatia e perdita di iniziativa, disfunzione esecutiva, così come comportamenti impulsivi e disregolazione emotiva.

Le lesioni cerebrali traumatiche sono anche associate a mal di testa e problemi con il sonno. Infine, se il danno interessa l’ipofisi (una ghiandola sita nella parte posteriore alla base del cranio), possono presentarsi endocrinopatie centrali. Le due sindromi più comuni sono il deficit dell’ormone della crescita e l’ipogonadismo ipogonadotropo (ridotta funzionalità delle gonadi). In alcuni pazienti queste carenze diventano permanenti.

La trasformazione del re

Enrico VIII ha subito diversi traumi cranici durante le giostre e altri sport. Nel marzo del 1524 cadde da cavallo dopo che una lancia si fece strada nella sua visiera aperta e si ruppe in molte schegge. Sebbene stordito, continuò a cavalcare per il resto della giornata. Si dice però che da quel momento abbia avuto mal di testa ricorrenti. Nel 1525 ebbe un altro incidente quando, scavalcando una siepe, cadde in un fosso pieno d’acqua. Nell’impatto potrebbe aver perso i sensi, dal momento che se non fosse stato soccorso, sarebbe annegato. Il 24 gennaio 1536 il re ricevette il trauma cranico più importante, quando durante una giostra il suo cavallo caricò a grande velocità, disarcionandolo e ricadendo poi su di lui. Dopo l’incidente, il re rimase incosciente per ben due ore. A cominciare dal luglio 1536 (due mesi dopo aver fatto uccidere Anna Bolena), sono registrati diversi episodi di amnesia e rabbia incontrollata da parte del sovrano, in aggiunta a momenti di totale irrazionalità. Ad esempio, durante l’assedio di Boulogne, ordinò la fortificazione della città emanando contemporaneamente un ordine orale per demolirla. L’irascibilità e la mutevolezza del suo comportamento diventarono una fonte di costante ansia per i cortigiani. La sua rabbia esplosiva poteva spesso finire con l’esecuzione di un ignaro cortigiano o amico. Inoltre sono anche documentati attacchi di depressione (uno in particolare nel 1541).

Infine vi sono altre testimonianze che sembrerebbero suffragare la possibilità che il danno cerebrale subito dal re abbia interessato anche l’ipofisi. In primis, si ipotizza che abbia sofferto di carenza dell’ormone della crescita. Negli adulti, tale deficit può portare a cambiamenti nella composizione corporea, ad esempio causando obesità viscerale, debolezza muscolare e riduzione della massa magra. Le ulcerazioni venose di Enrico VIII e il suo possibile diabete di tipo II sono compatibili con questa ipotesi. Inoltre, Enrico VIII potrebbe aver sofferto anche di ipogonadismo ipogonadotropo. Sebbene vi siano testimonianze sulla promiscuità e appetito sessuale del re, ci sono alcuni indizi che contraddicono questa versione. Ad esempio, Anna Bolena e suo fratello George furono accusati di aver ridicolizzato il re, quando la donna avrebbe detto che “non era esperto in materia di accoppiamento con una donna e che non aveva né virtù [abilità] né potere [vigore]”. Inoltre Enrico VIII non fu in grado di consumare il matrimonio con Anna di Cleves (la quarta moglie), nel 1540. Infine, durante il matrimonio con Catherine Howard (quinta moglie), nonostante la ragazza avesse molti amanti, il sovrano le rimase sempre fedele, una qualità sconosciuta in gioventù.

Traumi cerebrali e sport

Attualmente si sente spesso parlare di come il colpo di testa nel calcio possa provocare danni neurologici in età avanzata: basti pensare ai reduci della nazionale inglese campione del mondo nel 1966, 4 dei quali hanno sviluppato forme di demenza senile. A quel tempo i palloni da calcio erano molto più pesanti di quelli attuali, come ricorda George Cohen (difensore di quella nazionale). Gli sport di contatto però esistono da secoli, quindi non è azzardato ritenere che questi eventi traumatici fossero piuttosto frequenti in passato. Nel caso di Enrico VIII, la sua mancanza di rispetto per la sicurezza, unita al suo amore per le giostre, sembrano aver sottoposto la sua testa a ripetuti traumi. Dopo il primo, potrebbe aver avuto mal di testa e lievi cambiamenti della personalità, mentre un cambiamento netto è stato osservato solo dopo il 1536.

Fonti

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0967586815006803

https://www.abc.net.au/news/2016-09-08/dementia-the-deadly-legacy-of-englands-world-cup-triumph/7826618

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