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Novità e rischi del 5G: tutto quello che c’è da sapere

Il 5G è l’ultima tecnologia della telefonia mobile. Poiché le fake news sui potenziali rischi per la salute sono più popolari dei fatti reali, ho deciso di raccogliere alcune informazioni verificate nei paragrafi seguenti. [Lo scriverò qui: il 5G e la pandemia di coronavirus non sono connesse: i virus non viaggiano attraverso i campi elettromagnetici e le pandemie esistevano già prima dell’invenzione dei telefoni cellulari.]

Alcune informazioni per introdurre l’argomento

I campi elettromagnetici sono aree invisibili di energia, misurate in hertz (Hz). Osservate l’immagine sottostante.

EM spectrum ITA 1Le lunghezze d’onda più lunghe hanno una frequenza più bassa e sono meno potenti in termini di energia, mentre le lunghezze d’onda più brevi hanno frequenze più alte e sono più potenti. A seconda della frequenza, un campo elettromagnetico rilascia radiazioni ionizzanti o non ionizzanti. Le prime includono i raggi ultravioletti, i raggi X e i raggi gamma e la loro energia può danneggiare le cellule e causare tumori. Le radiazioni non ionizzanti hanno invece frequenze più basse e lunghezze d’onda maggiori. Possono essere pericolose quando inducono un effetto termico, ovvero quando la quantità di radiazione assorbita provoca un aumento della temperatura nell’organismo. È ancora dibattuto invece se esistano conseguenze sull’organismo senza che vi sia un effetto termico. 

D’ora in poi, quando parlerò di radiazioni, mi riferirò esclusivamente a quelle non ionizzanti (quelle dei telefoni cellulari e delle reti wireless, per intenderci).

Cos’è il 5G

Il 5G (o 5° generazione) è una tecnologia introdotta nel 2019 che aumenta le prestazioni della rete di 10 volte rispetto al 4G (il sistema attuale). I dati verranno consegnati in meno di un millisecondo (rispetto ai 70 millisecondi del 4G) e sarà possibile scaricare un film ad alta definizione in un secondo, mentre il 4G impiega 10 minuti: il picco di download raggiungerà i 20 Gigabit al secondo, 20 volte più del 4G. Il 5G promuoverà anche lo sviluppo di nuove tecnologie, come i veicoli autonomi, l’Internet delle Cose (in cui le macchine comunicano con altre macchine) e la realtà virtuale e implementerà l’eHealth (telemedicina, chirurgia a distanza). Un altro vantaggio sono le funzionalità anti-tracking e spoofing, che proteggono la connessione dal tracciamento e dalla manipolazione dei dati. Per fare ciò, il 5G crittografa più dati, risultando in una minore disponibilità per l’intercettazione, proteggendo così la privacy e la sicurezza delle informazioni.

 

Cosa cambia rispetto alle tecnologie precedenti

Onde millimetriche

Per aumentare le prestazioni, il 5G sfrutta frequenze più elevate rispetto alle tecnologie precedenti. Diamo un’occhiata all’immagine qui sotto.

EM spectrum ITA 2Fino alla tecnologia 4G, i cellulari sfruttavano frequenze comprese tra 0,5 e 2,7 gigaHertz (GHz), che appartengono alle onde radio (che hanno una lunghezza d’onda di decine di centimetri). Il 5G sfrutta anche le radiazioni a frequenze più alte (microonde), chiamate onde millimetriche, poiché la loro lunghezza d’onda è compresa tra 1 e 10 mm. Perché questo cambiamento? Poiché le reti sono sovraccariche ed è possibile decongestionare il traffico solo utilizzando una nuova banda dello spettro elettromagnetico, mai utilizzata prima per questo scopo.

Piccole celle

Il 5G sfrutta piccole celle, ovvero piccole stazioni base che possono essere posizionate ogni 250 m in una città e funzionano come una staffetta per evitare ritardi nel trasferimento dei dati. Poiché il 5G funziona con onde più piccole rispetto alla tecnologia precedente, anche le celle e le antenne possono essere più piccole. Una stazione base per la tecnologia 4G ha normalmente 12 porte per antenne (4 per i ricevitori e 8 per i trasmettitori), mentre le stazioni base 5G hanno circa 100 porte, aumentando la capacità della rete di 22 volte o più.

Antenne beamforming

Un’altra caratteristica della tecnologia 5G è rappresentata dalle antenne beamforming, che sono in grado di focalizzare il segnale in modo più efficace sul dispositivo ricevente, piuttosto che diffondere il segnale in varie direzioni, come accade con la tecnologia precedente. Questo aggiornamento è necessario perché le onde millimetriche sono facilmente bloccate dagli oggetti e puntare il segnale verso il ricevitore aiuta a ridurre le interferenze.

Full-duplex

Questa funzionalità consente ai dispositivi di trasmettere e ricevere dati contemporaneamente sulla stessa frequenza, cosa impossibile con le tecnologie precedenti. Questo aggiornamento non verrà notato da una persona che utilizza applicazioni di base sul proprio smartphone, per le quali tale tecnologia non è necessaria, ma sarà fondamentale per ambiti come l’eHealth, la realtà virtuale e i veicoli autonomi, che richiedono un massiccio trasferimento di dati in tempo reale e senza ritardi.

Radiazioni non ionizzanti e rischi per la salute

Le radiazioni non ionizzanti hanno la capacità di penetrare nel corpo umano, causando un aumento della temperatura nel tessuto esposto. Il corpo umano può adattarsi a piccoli aumenti di temperatura, come quando svolge attività sportive. Questo perché il corpo può regolare la sua temperatura interna. Tuttavia, al di sopra di una determinata soglia (detta soglia termica), l’esposizione alle radiazioni e l’aumento di temperatura associato possono provocare gravi effetti sulla salute, come colpi di calore e danni ai tessuti (ustioni).

Dozzine di studi sono stati condotti su cellule e animali e sono state testate numerose frequenze di radiazione. Sebbene i risultati siano contraddittori, sembra esserci una correlazione tra l’esposizione a lungo termine a campi elettromagnetici e i sistemi biologici. Quindi vi sarebbe la possibilità di conseguenze oncologiche e non oncologiche (riproduttive, metaboliche, neurologiche, microbiologiche), in alcuni casi anche al di sotto della soglia termica.

È sorprendente che l’83% degli studi finanziati in modo indipendente abbia osservato tali effetti biologici, mentre solo il 33% di quelli finanziati dall’industria. Perché? L’esperienza con le industrie del tabacco e dei combustibili fossili ci aiuta a capire. Negli anni ’60, gli scienziati che lavoravano per le industrie del tabacco avevano riferito ai loro dirigenti sui rischi del fumo, e negli anni ’80 i dirigenti delle industrie dei combustibili fossili sapevano che la combustione di gas, carbone e petrolio avrebbe causato una catastrofe ambientale, ma hanno preferito comunque nascondere i dati e attendere decenni prima di ammettere i rischi. Ovviamente, le industrie legate alla telefonia e alle reti mobili non sono diverse e hanno interesse a diffondere le loro tecnologie, noncuranti dalla salute delle persone.

Per evitare tali crimini (sì, per me lo sono) e salvaguardare le persone, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sorveglia e pone restrizioni a qualsiasi attività potenzialmente dannosa per la salute. In particolare, la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP), che risponde all’OMS e lavora indipendentemente dalle industrie (per evitare conflitti di interesse), è responsabile dello studio sui rischi per la salute provocati dai campi elettromagnetici. Nel 1996, è stato avviato il “Progetto Internazionale sui campi elettromagnetici”, per studiare l’effetto delle radiazioni tra 0 e 300 GHz. Sfortunatamente, il finanziamento di questo progetto ha avuto una deroga, in quanto ha potuto “ricevere finanziamenti da qualsiasi fonte attraverso il Royal Adelaide Hospital”, come dichiarato dall’OMS nel 2005. Sconcertato, ho cercato informazioni più recenti e ho trovato un rapporto dell’OMS del 2017 (la 22a relazione del comitato consultivo internazionale) in cui si afferma che “Il progetto EMF è finanziato esclusivamente con finanziamenti extra-budget degli Stati membri”. Ciò significa che, fortunatamente, il conflitto di interessi iniziale è stato risolto. Il rapporto evidenzia anche una diminuzione dei finanziamenti, che potrebbe ostacolare studi futuri. Riguardo a ciò, Martin Gledhill (rappresentante del Ministero della Salute della Nuova Zelanda) ha commentato: “Quando il progetto è iniziato nel 1996, aveva un insieme ben definito di obiettivi ed era ben finanziato da contributi volontari. Tali obiettivi sono ora per lo più completi e sono disponibili molti meno finanziamenti. Pertanto, questo è un buon momento per ottenere feedback dagli Stati su ciò che pensano che le priorità del progetto dovrebbero essere nei prossimi anni e se sarebbero in grado di contribuire a finanziarlo.”

Nel 2001, l’OMS ha classificato le radiazioni a bassa frequenza (quelle dei telefoni cellulari) come “possibile” agente cancerogeno, sulla base di uno studio epidemiologico condotto dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) sulla leucemia infantile (anche se non è stata dimostrata un’associazione diretta). “Possibile cancerogeno” descrive un agente con prove limitate di cancerogenicità. Un esempio di un noto agente così classificato è il caffè, che potrebbe aumentare il rischio di cancro ai reni, ma proteggere da quello all’intestino.

Secondo l’OMS, con le attuali limitazioni, non vi sono prove che le radiazioni dei telefoni cellulari possano causare effetti termici e/o siano direttamente responsabili di problemi di salute.

5G e rischi per la salute

È troppo presto per stimare l’effetto dell’esposizione ai campi elettromagnetici del 5G perché finora sono stati condotti pochi studi. Da un lato le antenne sono beamforming, portando a una minore esposizione ambientale, dall’altro il campo elettromagnetico totale è più intenso a causa del maggior numero di componenti di rete.

Il professor Andrew Wood e il suo team hanno fornito le linee guida per le normative sulla sicurezza del 5G dopo aver studiato i modelli di assorbimento delle sue radiazioni nei tessuti umani. Questo è ciò che ha detto in un’intervista su Nature all’inizio del 2019: “Riteniamo che il principale effetto biologico delle radiazioni dei telefoni cellulari sia un aumento della temperatura. Ci sono anche preoccupazioni sul fatto che potrebbero esserci effetti più sottili, come i collegamenti tra l’esposizione a lungo termine e alcuni tipi di cancro, ma mentre ci sono alcune prove da studi epidemiologici e sugli animali, questi risultati rimangono controversi.” Il fatto che il 5G utilizzi frequenze più elevate rispetto al 4G determina che “la profondità della penetrazione nei tessuti biologici diminuisce, quindi la pelle e gli occhi, piuttosto che il cervello, diventano i principali organi a destare preoccupazione per la salute”.

Secondo alcuni scienziati, il problema del 5G non è la potenza, ma l’impulso, ovvero la frequenza alla quale l’intera popolazione sarà esposta a causa della fitta rete di antenne e dei miliardi di connessioni simultanee. Infatti, diversi s studi hanno dimostrato che i campi elettromagnetici pulsati sono più biologicamente attivi (quindi più pericolosi) di quelli non pulsati. Ogni dispositivo di comunicazione wireless comunica almeno in parte tramite pulsazioni e più il dispositivo è smart, più sono le pulsazioni.

Nel 2017, oltre 180 scienziati e medici di 36 paesi (sono diventati 268 a dicembre 2019) hanno firmato una lettera indirizzata all’Unione Europea (UE), chiedendo una ricerca indipendente sui rischi della tecnologia 5G. In risposta, la Commissione Scientifica per i Rischi Sanitari, Ambientali ed Emergenti (SCHEER) ha condotto un’indagine sulle prove scientifiche disponibili, compresa la valutazione dei rischi per la salute che possono essere associati all’esposizione. Non è stata trovata alcuna giustificazione scientifica per rivedere i limiti (forniti dall’ICNIRP nel 1998) stabiliti dalla raccomandazione del Consiglio 1999/519/CE sull’esposizione del pubblico ai campi elettromagnetici.

Ad ogni modo, l’ICNIRP ha condotto studi recenti sulla tecnologia 5G e questa è la conclusione: “sebbene la proporzione di potenza assorbita in superficie sia maggiore, le restrizioni di ICNIRP (2020) sono state fissate per garantire che la potenza rimarrà molto più bassa di quella necessaria per influire negativamente sulla salute. Di conseguenza, le esposizioni al 5G non causeranno alcun danno purché aderiscano alle linee guida dell’ICNIRP (2020) … È importante notare che, in termini di livelli di esposizione al 5G finora misurati, le linee guida dell’ICNIRP (1998) fornirebbero anche protezione per Tecnologie 5G. Tuttavia, poiché è difficile prevedere come si svilupperanno le nuove tecnologie, ICNIRP (2020) ha apportato una serie di modifiche per garantire che le nuove tecnologie come il 5G non siano in grado di causare danni, indipendentemente dalle nostre aspettative attuali. Questi cambiamenti includono l’aggiunta di restrizioni medie su tutte le frequenze maggiori di 6 GHz, restrizioni per esposizioni brevi (<6 minuti) per frequenze maggiori di 6 GHz e la riduzione dell’area della media per frequenze maggiori di 6 GHz.”

Ecco le linee guida del 5G dettate dall’ICNIRP e qui trovate i dettagli delle modifiche tra ICNIRP (2020) e le linee guida precedenti (1998 e 2010)

Penso bisogni apprezzare gli sforzi compiuti dall’OMS per inasprire la regolamentazione sul 5G, al fine di soddisfare le preoccupazioni degli scienziati, dimostrando che la salute delle persone non è minacciata dagli ingenti investimenti delle industrie di reti mobili e telefonia.

Il 5G nell’Unione europea

Il “Piano d’azione 5G per l’Europa” è un’iniziativa strategica per rendere il 5G una realtà nell’UE entro la fine del 2020 e realizzare una “società Gigabit” entro il 2025. L’UE ha consentito bande di frequenza 5G a 700 MHz, 3,5 GHz e 26 GHz. Nonostante tutti i vantaggi, la distribuzione del 5G sarà molto costosa, poiché si stima che costerà 500 miliardi di euro entro il 2025.

Valutazioni conclusive

Nonostante gli evidenti vantaggi e innovazione e le severe linee guida stabilite, le persone sono preoccupate per il 5G. Non è sorprendente, poiché accade ogni volta che viene introdotta una nuova tecnologia: quando la Ferrovia Stockton-Darlington è stata inaugurata nel 1825, la gente temeva che il corpo umano non sarebbe sopravvissuto alla velocità del treno (30 miglia orarie) e si sarebbe potuto sciogliere; poi la gente ha temuto il telefono, la radio, la televisione, il millennium bug. L’innovazione è sempre accompagnata dalla paura. È vero che studi scientifici hanno dimostrato la pericolosità dei campi elettromagnetici, ma sono svolti appositamente per individuare la soglia di rischio, al fine di stabilire un limite che ne garantisca l’uso in assoluta sicurezza.

L’unico punto dibattuto è se le radiazioni dei telefoni cellulari causino effetti biologici non termici. Poiché i test di laboratorio forniscono risultati discordanti, il che significa che per uno studio che trova un effetto ce ne sono altri che lo contraddicono, l’OMS (attraverso l’ICNIRP) ha fissato limiti molto stringenti, per evitare la questione. In pratica, le soglie stabilite sono così basse che il problema di questi possibili effetti non termici non si pone nemmeno.

Un’ultima cosa. Secondo il rapporto ICNIRP del 2017, i finanziamenti per il progetto sui campi elettromagnetici sono bassi e non sufficienti per eseguire nuovi studi. Credo che sia obbligo morale dei governi che stanno implementando la tecnologia 5G investire denaro anche nella ricerca sulla sicurezza, che dovrebbe essere costantemente monitorata. Aspettiamo di leggere informazioni al riguardo.

Fonti

https://www.nature.com/articles/d42473-019-00009-7

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6765906/

https://www-sciencedirect-com.libproxy.helsinki.fi/science/article/pii/S1383574218300991

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-8-2018-003975-ASW_EN.html

https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2020/646172/EPRS_BRI(2020)646172_EN.pdf

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1438463917308143?via%3Dihub

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0013935118300161?via%3Dihub

https://www.who.int/peh-EMF/publications/reports/22nd_iac_meeting_2017.pdf?ua=1

https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/42543/9241545712_ita.pdf?ua=1

https://www.who.int/peh-EMF/publications/reports/iac_2005_minutes.pdf?ua=1

https://www.who.int/peh-EMF/meetings/archive/en/repacholi_iac_welcome.pdf?ua=1

https://www.who.int/news-room/q-a-detail/5g-mobile-networks-and-health

https://www.icnirp.org/en/applications/5g/index.html

https://www.icnirp.org/en/differences.html

 

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