La sclerosi multipla: un lento harakiri dell’organismo

In questo post voglio parlarvi della più comune malattia non traumatica che provoca disabilità fisica tra i giovani adulti: la sclerosi multipla.

 

Cos’è la sclerosi multipla?

Come al solito, scopriamolo attraverso un esempio. Pensate alle tubature dell’acqua di casa vostra. Cosa succederebbe se iniziassero a formars alcune crepe? Ci sarebbero delle perdite e l’acqua uscirebbe con meno potenza dal lavandino, a seconda della quantità del danno (e quindi dell’acqua fuoriuscita dalle crepe). Qualcosa di simile accade con la sclerosi multipla. Stiamo parlando di una malattia neurodegenerativa, nel senso che colpisce i neuroni nel cervello e nel midollo spinale. Queste cellule hanno una forma molto particolare, perché hanno un corpo stellato dal quale si sviluppa un unico lungo braccio, chiamato assone. Gli assoni possono raggiungere anche 1 metro di lunghezza, ovvero circa 10000 volte il diametro del corpo cellulare. L’impulso nervoso viene trasmesso lungo l’assone e può viaggiare a velocità molto elevate: se chiudete gli occhi ed ondeggiate il braccio in aria, percepireste il movimento in tempo reale perché questo segnale viaggia a 119 metri al secondo (m/s). Quando tocchiamo un oggetto, l’impulso viene trasmesso a 76 m/s, mentre il segnale trasmesso tra i neuroni quando pensiamo, viaggia a 20-30 m/s. L’unico segnale “lento” è quello del dolore, che viaggia a 61 centimetri/s. Queste elevate velocità sono consentite dalla presenza della mielina, ovvero un materiale isolante che riveste gli assoni. La mielina svolge la stessa funzione delle tubature dell’acqua, impedendo la dispersione del segnale durante il viaggio verso il cervello. Questa introduzione era necessaria per spiegare cos’è la sclerosi multipla: una malattia caratterizzata da un danno alla guaina mielinica. Ciò si traduce in problemi durante la trasmissione degli stimoli, rendendo difficoltosa la comunicazione all’interno del sistema nervoso. I sintomi mentali e fisici della sclerosi multipla sono la diretta conseguenza di ciò e includono problemi alla vista e/o coordinazione dei movimenti, debolezza muscolare, disturbi sensoriali, affaticamento e umore instabile. Se i sintomi sono costanti si parla di malattia “progressiva”, mentre se si presentano con attacchi, la sclerosi multipla viene definita “recidivante”.

 

Come si danneggia la guaina mielinica?

È giunto il momento di aggiungere un aggettivo alla definizione della malattia: la sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa autoimmune. Ciò significa che il sistema immunitario dell’individuo attacca la guaina mielinica, distruggendola. Non ha senso, giusto? A nessuno piace colpire con un cacciavite i tubi dell’acqua del proprio appartamento (a meno che non si voglia provare a coltivare riso sul pavimento della cucina). Ma sfortunatamente questa malattia funziona così. Ciò che provoca l’attacco del sistema immunitario contro il proprio sistema neurale è ancora ignoto, ma esiste un elenco di fattori genetici e ambientali che fornisce alcune indicazioni.

 

Vediamoli.

In un articolo pubblicato nel 2014, Paul Browne e colleghi hanno pubblicato una mappa della diffusione della malattia nel mondo. Eccola:

Prevalence map p8

Come potete vedere, la sclerosi multipla (“MS” nell’immagine) è maggiormente diffusa nei paesi sviluppati e in via di sviluppo (più di 60-100 casi per 100000 abitanti). Una scoperta interessante arriva dagli studi dei fenomeni migratori: i migranti adulti che si spostano da Paesi a basso rischio verso zone ad alto rischio (come l’Europa) mantengono un basso rischio di sviluppare la malattia, mentre i loro figli sono ad alto rischio se nati nel Paese di arrivo (ad alto rischio).

I principali fattori ambientali coinvolti nella sclerosi multipla sono l’infezione da virus Epstein-Barr, l’esposizione al sole (luce ultravioletta di tipo B), il fumo e la carenza di vitamina D. L’esposizione al virus Epstein-Barr (ad es. mononucleosi infettiva) raddoppia il rischio di sviluppare la sclerosi multipla. Il rischio aumenta anche con la latitudine (ad eccezione di Norvegia e Stati Uniti), poiché una minore esposizione alla luce solare (che si verifica avvicinandosi ai poli) riduce la produzione cutanea di vitamina D e questa riduzione è stata implicata nella suscettibilità alla sclerosi multipla. Il modo in cui si è scoperto che il fumo è un fattore di rischio per la malattia è molto interessante. Attualmente le donne sono più sensibili degli uomini (il rapporto è di 3:1), ma non è sempre stato così. Prima della seconda guerra mondiale, il rapporto era simile tra i due sessi. Quindi, cosa è successo dopo? Semplicemente, le donne hanno iniziato a fumare. I grafici che indicano la dipendenza da fumo nelle donne e la prevalenza della sclerosi multipla mostrano una correlazione altissima tra i due parametri.

Da un punto di vista genetico, la sclerosi multipla è una malattia complessa, perché non è associata a un singolo gene, ma diversi geni sono marginalmente coinvolti nell’aumento della suscettibilità. Non entrerò nei dettagli perché l’argomento è complicato e non voglio annoiarvi con dettagli non utili ai fini di questa breve panoramica. Se avete letto il post nel quale ho parlato delle variazioni del DNA con l’esempio del codice QR (questo), potreste ricordare che spesso una mutazione nel DNA ha una conseguenza che non provoca necessariamente un tumore o un’altra malattia genetica, ma predispone in una certa misura ad una malattia. La sclerosi multipla non fa eccezione, infatti esiste una lista di circa 150 variazioni associate ad essa. Ciò significa che per ciascuno di questi 150 “moduli” uno dei quattro colori è associato alla suscettibilità verso la malattia, e se il DNA di una persona contiene almeno una di queste combinazioni di suscettibilità (colore + posizione), la persona ha un rischio leggermente più elevato di sviluppare la malattia rispetto a qualcuno che non presenta nessuna di quelle combinazioni.

 

Quali trattamenti sono disponibili per curare la sclerosi multipla?

Purtroppo questa malattia non è ancora curabile, ma la ricerca ha fatto diversi progressi per migliorare il suo decorso. Le terapie sono classificate in base alla loro specificità: alcune sono specifiche per la sclerosi multipla, altre sono specifiche per i sintomi (che sono condivisi con altre malattie neurodegenerative). La prima categoria comprende terapie che bersagliano il sistema immunitario (farmaci immunosoppressori o immunomodulatori) per inibire l’azione infiammatoria e quindi il danneggiamento della mielina.

Al giorno d’oggi esiste solo una lista di fattori implicati nello sviluppo della sclerosi multipla. Solamente quando verrà scoperto il meccanismo direttamente responsabile della malattia sarà possibile sviluppare una terapia mirata. Perché bisogna conoscere il proprio nemico, per poterlo sconfiggere.

 

Fonti

Dobson R, Giovannoni G. Multiple sclerosis – a review. European Journal of Neurology 2019, 26: 27–40.

Browne P, Chandraratna D, Angood C, et al. Atlas of multiple sclerosis 2013: a growing global problem with widespread inequity. Neurology 2014; 83: 1022–1024.

Ascherio A. Environmental factors in multiple sclerosis. Expert Rev Neurother 2013; 13: 3–9.

Kurtzke JF. Epidemiology in multiple sclerosis: a pilgrim’s progress. Brain 2013; 136: 2904–2917.

Handel AE, Williamson AJ, Disanto G, Handunnetthi L, Giovannoni G, Ramagopalan SV. An updated meta‐analysis of risk of multiple sclerosis following infectious mononucleosis. PLoS One2010; 5: e12496.

Koch‐Henriksen N, Sørensen PS. The changing demographic pattern of multiple sclerosis epidemiology. Lancet Neurol 2010; 9: 520–532.

Sintzel MB, Rametta M, Reder AT. Vitamin D and multiple sclerosis: a comprehensive review. Neurol Ther 2018; 7: 59–85.

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