Organismi Geneticamente Modificati (OGM): una minaccia per la salute o un salvagente per il futuro?

Ogni volta che qualcosa di nuovo viene introdotto nella vita quoitidiana, è importante che le persone che ne faranno uso siano informate al riguardo, per evitare fraintendimenti e confusione. A partire dagli anni ’90, gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono disponibili per uso commerciale negli Stati Uniti e sempre più alimenti derivati ​​da OGM popolano gli scaffali dei supermercati americani (in misura estremamente minore in Europa). Ma cosa sanno le persone sugli OGM? In questo post voglio evidenziare alcuni punti chiave su questo argomento.

Prima di tutto, è giusto che ognuno sappia cosa sta mangiando: da dove proviene il cibo, gli ingredienti e così via. Invece, gli OGM sono stati commercializzati senza fornire informazioni adeguate, instillando nelle persone dubbi e scetticismo. Davvero una brutta partenza. Negli anni seguenti, i dubbi della gente non sono stati risolti, e invece sempre più GMO sono stati accettati dalla Food and Drug Administration (FDA).

 

Quindi, le persone hanno ragione ad essere preoccupate per gli OGM?

Non esattamente, perché la FDA negli USA e l’EFSA in Europa adottano regole severe per valutare gli OGM che vengono proposti per la commercializzazione (in questo senso, l’Europa è molto più restrittiva degli USA, vedi oltre). Questo serve a combattere la possibilità che aziende scellerate vendano OGM non sicuri. Ciò non significa che la comunità scientifica non debba monitorare gli effetti a breve e lungo termine della commercializzazione degli OGM. Non si può escludere che, ad esempio, a lungo termine gli OGM possano aumentare la probabilità di sviluppare allergie alimentari o resistenza agli antibiotici.

 

Facciamo un passo alla volta. Cosa sono gli OGM?

Gli OGM sono organismi il cui DNA è stato geneticamente modificato. Di solito un nuovo gene viene introdotto nel genoma per conferire all’organismo una caratteristica specifica. Gli OGM possono essere classificati in tre generazioni, a seconda della modifica introdotta: la prima generazione ha fornito tolleranza agli erbicidi, resistenza ai pesticidi e alle condizioni ambientali; la seconda generazione ha migliorato la qualità nutrizionale; la terza generazione ha fornito qualità che esulano dai prodotti alimentari tradizionali e vengono utilizzate a fini farmaceutici e simili.

 

Quanto sono diffusi gli OGM nel cibo di tutti i giorni?

Molto negli USA e pochissimo in Europa. Il primo anno da ricordare è il 1994, quando negli Stati Uniti iniziarono a vendere il ​​pomodoro Flavr Savr. Questo pomodoro è stato modificato con un enzima che gli impedisce di rammollirsi, garantendo una maggiore durata rispetto ai pomodori tradizionali. Nel 1996 hanno iniziato a circolare i semi di soia resistenti agli erbicidi. La maggior parte degli OGM negli Stati Uniti è di prima generazione e le caratteristiche più frequentemente modificate sono la tolleranza agli erbicidi, le proprietà agronomiche e la resistenza agli insetti. Mais, soia e cotone sono le colture più frequentemente modificate. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti fornisce statistiche interessanti sulla diffusione delle colture OGM. Il grafico sottostante mostra la velocità con la quale le colture OGM si sono diffuse negli Stati Uniti dal 1994 al 2018.

biotechcrops

I grafici sottostanti mostrano invece come le colture di mais e cotone resistenti contemporaneamente agli erbicidi e agli insetti siano diventate molto diffuse.

Come potete vedere, la maggior parte delle colture di mais e cotone sono OGM negli USA, ma l’Europa si è sviluppata in modo diverso. L’Europa è più scettica nei confronti degli OGM. Wikipedia riporta: “Paesi come gli Stati Uniti, il Canada, il Libano e l’Egitto utilizzano l’equivalenza sostanziale come punto di partenza per valutare la sicurezza degli OGM, mentre molti Paesi come quelli dell’Unione Europea, Brasile e Cina autorizzano la commercializzazione di OGM caso per caso.” Inoltre, in Europa,  per legge la presenza di ingredienti OGM deve essere dichiarata sull’etichetta del prodotto, diversamente dagli Stati Uniti, dove è facoltativo.

 

Quanto sanno le persone sugli OGM?

Non molto. Studi condotti in diversi Paesi hanno rivelato una scarsa conoscenza degli OGM da parte delle persone intervistate (consumatori statunitensi e lettoni, studenti polacchi e turchi, negozianti italiani, giapponesi e statunitensi). La maggior parte della gente ha un’opinione negativa sugli OGM, diverse persone non ne hanno mai sentito parlare (o ne sanno molto poco), e solo pochi si considerano informati sull’argomento.

 

Come si documentano le persone riguardo agli OGM?

Quasi tutte tramite internet e la televisione, molte tramite conoscenti (parenti, amici), e solo il 10-20% delle persone fanno affidamento ad articoli scientifici. Questo spiega perché in molti hanno opinioni negative sugli OGM. Di solito le informazioni spaventose e drammatiche sono più attraenti e di conseguenza diventano più rilevanti nella nostra mente. Naturalmente, questo processo non tiene conto di un aspetto importante: queste informazioni sono veritiere? Sappiamo quanto siano diffuse le notizie false oggigiorno, quindi la fonte delle informazioni deve essere verificata prima di considerarla attendibile. Sento l’obbligo di ricordare che solo gli articoli scientifici rappresentano una fonte affidabile di informazioni su questioni relative alla scienza e alla salute. I blog come il mio e gli altri sono affidabili? Sì, se forniscono le fonti, come potete vedere in fondo a questo post. Le referenze sono obbligatorie per garantire l’affidabilità nel campo in cui scrivo. Così tutti possono risalire ai dati originali sui quali è basata un’affermazione.

 

Come funziona la legislazione sugli OGM?

Ci sono parecchie differenze tra USA ed Europa, essendo gli Stati Uniti molto più permissivi. Non approfondirò l’argomento, limitandomi a ribadire quello che ho scritto all’inizio del post: esiste una legislazione rigorosa per prevenire la commercializzazione di OGM potenzialmente tossici, specialmente in Europa. Qui trovate i link se siete interessati alla legislazione nel dettaglio.

Legislazione dell’Unione europea (in italiano): https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32003R1829&from=EN

Legislazione USA: https://www.fda.gov/Food/IngredientsPackagingLabeling/GEPlants/default.htm

 

Perché gli OGM?

Se qualcosa fosse potenzialmente pericoloso, anche a lungo termine, la soluzione migliore sarebbe quella di lasciare perdere. Perché invece gli OGM non vengono abbandonati? Perché i vantaggi potrebbero essere enormi. Uno studio italiano ha dimostrato che il mais OGM offre rese significativamente più elevate rispetto alla controparte naturale. Gli OGM sono considerati la soluzione migliore per combattere la fame e la malnutrizione nel mondo. I benefici delle colture OGM comprendono maggiori rese, riduzione dell’utilizzo di pesticidi ed erbicidi, la possibilità di coltivare in aree non adatte alla controparte naturale e maggiori benefici economici per grandi e piccoli agricoltori.

 

Conclusione

Sfortunatamente non è possibile trarre una conclusione definitiva sull’argomento, ma si possono rimarcare alcuni punti sui quali fondare gli anni a venire. I Paesi che decidono di introdurre alimenti OGM sono responsabili di informare in maniera esauriente la popolazione sui benefici e sui rischi che comportano, perché tutti hanno il diritto di sapere cosa, come e perché qualcosa deve cambiare nella loro vita: a nessuno piacciono le imposizioni. La comunità scientifica dovrà continuare a monitorare la situazione, fermando la commercializzazione di un prodotto OGM non appena insorgano dubbi al riguardo. Infine, le persone dovrebbero continuare ad informarsi, assicurandosi che le loro fonti siano affidabili e libere da qualsiasi conflitto di interessi.

 

Referenze:

https://en.wikipedia.org/wiki/Regulation_of_genetic_engineering

https://www.santannapisa.it/sites/default/files/pellegrino_et_al.2018.pdf

https://www.nature.com/articles/s41538-018-0018-4

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1871678410005364?via%3Dihub

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4642419/