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La prima presenza europea in America risale all’anno 1021

È ormai noto che le prime esplorazioni del territorio nordamericano ebbero luogo alcuni secoli prima della traversata di Colombo. Le prove fisiche della prima presenza europea nelle Americhe si trovano a L’Anse aux Meadows, in Canada. Tuttavia, finora non era ancora stato possibile determinare con esattezza quando questo insediamento sia stato fondato. Ora, grazie al lavoro condotto da Kuitems e colleghi e pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, è stato finalmente possibile stabilire una datazione precisa per quell’insediamento.

La posizione dell’insediamento vichingo a L’Anse aux Meadows (Fonte: Kuitems et al., Nature, 2021)

Come si misura l’età di un reperto storico

La tecnica utilizzata da Kuitems e colleghi si basa sulla misurazione dei livelli di carbonio-14 (C-14) nei reperti archeologici.

Il C-14 è un isotopo radioattivo dell’atomo di carbonio, presente in natura con un’abbondanza relativa di 1 parte su mille miliardi di tutto il carbonio presente sulla Terra. La principale fonte di C-14 è la reazione tra le radiazioni cosmiche e l’azoto gassoso presente nell’atmosfera: l’assorbimento di neutroni termici da parte dell’azoto forma un atomo di C-14.

Come può essere sfruttato per la datazione dei reperti storici?

ll C-14 viene incorporato in tutti gli esseri viventi attraverso i vari processi metabolici. Trattandosi di un atomo instabile, dopo un determinato periodo di tempo decade, ovvero torna ad essere un normale atomo di carbonio (perdendo i due neutroni in eccesso). Il tempo necessario per dimezzare la quantità di C-14 in un qualsiasi organismo è di 5730 anni, e prende il nome di emivita del C-14.

Pertanto, la quantità dell’isotopo presente nell’organismo all’istante della morte andrà via via affievolendosi a causa del suo decadimento. Questo principio è sfruttato dalla datazione radiometrica di campioni organici, tecnica con la quale si misura la quantità residua di C-14 presente in un reperto archeologico organico (come un fossile o un pezzo di legno): conoscendo la curva di decadimento del C-14 (rappresentata schematicamente nella figura sottostante), si può facilmente stabilire quanti anni sono trascorsi dalla morte dell’organismo. In generale, è possibile radiodatare solo reperti risalenti fino a 40.000-60.000 anni fa, perché nei campioni più vecchi di 60.000 anni, il C-14 è completamente decaduto e quindi non più misurabile.

Le misurazioni sugli anelli degli alberi mostrano che la produzione di C-14 solitamente è di circa il 2‰ all’anno. Occasionalmente possono però verificarsi dei picchi di produzione di C-14 nell’atmosfera. Per esempio, vi è la prova di un aumento improvviso del tasso di produzione di C-14 tra il 774 e il 775 d.C.. La causa di questo evento può essere stata un grande evento protonico solare, o un breve lampo di raggi gamma. Un secondo rapido aumento del C-14 nell’atmosfera si è verificato anche tra il 993 e il 994 d.C.. Questi due picchi di C-14 atmosferico negli anni 775 e 993 d.C. sono stati di circa il 12‰ e 9‰ rispettivamente e, come vedremo, possono fungere da riferimento per la datazione dei reperti.

Grazie ai riferimenti degli anni 775 e 993 d.C., è possibile sfruttare i reperti lignei per calcolare con precisione l’anno in cui l’albero è stato abbattuto. In particolare, se in un reperto si può misurare l’anomalia dell’anno 993 (quindi l’abbattimento dell’albero è successivo a quell’anno), non sono necessarie informazioni sugli anelli più esterni (quelli più vecchi), perché per calcolare l’anno di abbattimento è sufficiente contare il rimanente numero di anelli interni.

Lo studio

Torniamo ora all’insediamento vichingo in Canada.

Diverse campagne investigative sono state condotte in questo sito dell’UNESCO, che hanno permesso di acquisire molte conoscenze sull’insediamento. Le prove raccolte hanno rivelato che L’Anse aux Meadows era un campo base dal quale sono partite spedizioni volte a esplorare altre località, comprese le regioni più a sud. Il paradigma accettato è che l’insediamento norvegese risalga alla fine del primo millennio; tuttavia, l’età precisa del sito non era mai stata stabilita scientificamente.

Infatti, le prime datazioni ottenute tramite la misurazione del C-14, risalenti agli anni ’60 e ’70, erano solo circostanziali vista la scarsa sensibilità del metodo a quel tempo, e facevano risalire l’insediamento all’epoca vichinga in generale (793-1066). Invece, nello studio di Kuitems, è stato utilizzato un approccio cronometrico avanzato, che sfrutta sia analisi di spettrometria di massa dei campioni, sia la conoscenza delle variazioni di C-14 atmosferico nel corso del tempo.

Kuitems e colleghi, grazie a 127 misurazioni del C-14 eseguite su 4 reperti lignei vichingi rinvenuti nell’insediamento vichingo a L’Anse aux Meadows, hanno riconosciuto l’anomalia del 993, e stabilito con esattezza il 1021 come anno di fondazione del sito.

Mappa dell’insediamento vichingo a L’Anse aux Meadows. I punti marroni indicano il luogo di ritrovamento dei reperti analizzati da Kuitems e colleghi. (Fonte: Kuitems et al., Nature, 2021)

Questa scoperta è importante non solo per aver fatto luce su una pagina di storia – quella delle esplorazioni vichinghe – che richiede ancora molto lavoro di studio e analisi, ma anche per aver dimostrato che le anomalie del C-14 negli anni 775 e 993 possono essere sfruttate per la datazione precisa di altri eventi storici avvenuti negli anni a seguire, come migrazioni, interazioni culturali, eccerera.

Fonti

https://www.nature.com/articles/ncomms2783

https://www.nature.com/articles/s41586-021-03972-8

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